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Opere
L'arte è una risorsa fondamentale, è la ricchezza imprescindibile senza la quale ogni società, ogni civiltà, scompare, si estingue, l'arte crea ed elabora segni, forme, suoni, oggetti, eventi e quant'altro per il bene dell'essere che va oltre la materia, punto di riferimento per quanti hanno saputo mantenere in vita e coltivare il sogno, essenza primaria della fantasia.L'arte di Antonella Gala scaturisce dalla pratica umana della vita, del quotidiano, come fatto naturale consono al proprio essere, interagendo con il colore e la materia, istintivamente, oltre l'ansia del successo o del futuro, senza perdere di vista la vita, applicando la fantasia del colore nelle immagini della quotidianità, determinando nuovi rapporti coerenti con il proprio se. Solo da un fare che affondi le radici nell'articolazione del quotidiano è possibile approdare ad un'espressione artistica che vada oltre le leggi della produzione delle merci ed oltre le condizioni imposte da una cultura che ha come modello delle attività umane le leggi dell'economia e che su queste ha plasmato la ricerca, l'invenzione, la comunicazione, la socialità fino al processo di formazione dell'identità personale.Antonella Gala con un fare propriamente artistico va oltre queste leggi, essendosi posta fino ad oggi ai margini di una produzione di mercato, ha saputo mantenere integra la propria singolarità, il suo sguardo sul mondo attraverso un occhio complice, istintivo, meravigliato. La sua è un arte più dolce di quello che può apparire, approda all'unicità della persona nel suo aspetto materiale e spirituale, senza inutili sperimentalismi, con una femminilità autentica fatta di contrasti.Senza compiacimenti e con la padronanza della tecnica ha ricamato un panorama fatto di piccole cose, di luoghi della memoria, di volti familiari, rendendo partecipe chi osserva di un intero mondo, il suo inferiore, che come i nudi ritratti di schiena, è intimo, privato, e si lascia timidamente osservare, scrutare appena, amare.E' certamente giunto il momento che l'artista si presenti al mondo, si lasci accostare e metta a nudo il risultato, frutto di un lungo cammino di esplorazione e consapevolezza riguardo il proprio lavoro. Si tratta di un momento di fiducia, generosità e attenzione da parte dell'artista nei confronti del suo pubblico, il quale attore primario della scena, avrà la possibilità di sperimentare il suo momento d'incanto davanti all'opera, lasciandosi trasportare dalla creazione stessa.La sua è una sfida nei confronti del panorama artistico romano, atta a ribadire che nel segno dell'immagine e del colore c'è ancora molto da dire e soprattutto "sentire" e lei lo fa attraverso la sinuosità delle forme, la policromia delle nature morte e la suggestione dei ritratti, attraverso gli squarci di luce e ombra, l'alternarsi della forma e del colore in un gioco sottile di rimandi tra l'eterno femminino e la mascolina aggressività del reale.
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